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Consulenza alla redazione del documento di valutazione del rischio (DVR)

Il rischio elettrico secondo il D. Lgs. 81/08

Tra le molte novità, il D Lgs n. 81/2008 ha fornito precise indicazioni sulla valutazione del rischio elettrico.

Il Capo III “Impianti e apparecchiature elettriche” del Titolo III “Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale” riprende e sviluppa in modo specifico gli obblighi del datore di lavoro connessi alla presenza del rischio elettrico: è rilevante l’obbligo l’esplicito a carico del datore di lavoro introdotto al comma 2 dell’art. 80 (“Obblighi del datore di lavoro”), di valutare i rischi di natura elettrica tenendo in considerazione tre aspetti fondamentali:
1 - le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro considerando eventuali interferenze;
2 - i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
3 - tutte le condizioni di esercizio prevedibili.
È prevista la pena dell’arresto da tre a sei mesi, o l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro, per la mancata valutazione del rischio elettrico; tale valutazione è evidentemente necessaria per individuare le misure di sicurezza richiamate al comma 3 dell’art. 80, anch’esso punito con la pena dell’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro.

 

Come fare per individuare il rischio elettrico nell'ambiente di lavoro

Dal punto di vista metodologico il valutatore dovrà innanzitutto suddividere la realtà aziendale classificando aree omogenee per il rischio elettrico, quali ad esempio:
a) luoghi ordinari;
b) luoghi a maggior rischio in caso d’incendio;
c) luoghi conduttori ristretti: ossia luoghi che si presentano delimitati da superfici metalliche o comunque conduttrici in buon collegamento elettrico con il terreno e che al loro interno è elevata la probabilità che una persona possa venire in contatto con tali superfici attraverso un'ampia parte del corpo diversa da mani e piedi (es. i serbatoi metallici, scavi, ecc... );
d) luoghi con pericolo di esplosione: ossia luoghi in cui possono formarsi atmosfere esplosive, cioè una miscela con l’aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri combustibili in cui, dopo l’accensione, la combustione si propaga nell’insieme della miscela incombusta;
e) cabine di trasformazione MT/BT;
f) locali ad uso medico;
g) ambienti in cui si svolgono attività di zootecnia;
h) cantieri.

 

I nostri uffici sono a disposizione per ogni chiarimento necessario.